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Una questione privata

  • Uscita:
  • Durata: 84min.
  • Regia: Vittorio Taviani, Paolo Taviani
  • Cast: Luca Marinelli, Lorenzo Richelmy, Valentina Bellè, Anna Ferruzzo, Francesca Agostini, Giulio Beranek, Jacopo Olmo Antinori, Antonella Attili, Giulio Beranek, Lorenzo Demaria, Alessandro Sperduti, Mario Bois, Marco Brinzi, Jacopo Olmo Antinori, Fabrizio Colica, Fabrizio Colica, Fabrizio Costella, Francesco Turbanti, Guglielmo Favilla, Lorenzo Demaria, Alessandro Bertoncini, Andrea Di Maria, Josafat Vagni, Guglielmo Favilla, Jacopo Crovella, Anna Ferruzzo, Matteo Davide, Giuseppe Lo Piccolo, Vincenzo Nemolato, Tommaso Neri (II), Alessandro Sperduti, Giuseppe Lo Piccolo, Francesco Testa, Marco Brinzi, Francesca Agostini, Francesco Turbanti, Fabrizio Costella, Josafat Vagni, Vincenzo Nemolato, Andrea Di Maria, Luca Cesa, Francesco Durando, Federico Palumeri, Edoardo Chiabolotti, Mario Bois, Lorenzo Massa, Cristian Mazzotta, Margherita Gallian, Francesco Paulucci, Luca Tanganelli, Elena Sala, Cristian Mazzotta, Matteo Davide, Francesco Paulucci, Luca Cesa, Elena Sala, Federico Palumeri, Jacopo Crovella, Alessandro Bertoncini, Margherita Gallian, Luca Tanganelli, Francesco Durando, Edoardo Chiabolotti, Lorenzo Massa
  • Prodotto nel: 2017 da DONATELLA PALERMO, ERMANNO ED ELISABETTA OLMI, SERGE LALOU, ERIC LAGESSE PER STEMAL ENTERTAINMENT, IPOTESI CINEMA, LES FILMS D'ICI, SAMPEK PRODUCTIONS, CON RAI CINEMA
  • Distribuito da: 01 DISTRIBUTION
  • Tratto da: romanzo omonimo di Beppe Fenoglio (Ed. Einaudi, coll. Super ET)

Film non più disponibile nelle sale

TRAMA

Milton, ragazzo introverso e riservato, e Giorgio, allegro e solare, amano Fulvia. Lei si lascia corteggiare da entrambi, giocando con i loro sentimenti. I tre ragazzi nell'estate del 43 si incontrano nella villa estiva di Fulvia per ascoltare e riascoltare il loro disco preferito: "Over the Rainbow". E nonostante la guerra, sono felici. Un anno dopo tutto è cambiato. Milton e Giorgio sono ora partigiani. E' inverno e la nebbia è calata su tutto. Milton si ritrova davanti alla villa dei tempi felici, ormai chiusa e si abbandona al ricordo di Fulvia. La custode lo riconosce e invitandolo ad entrare allude ad una relazione tra la ragazza e il suo migliore amico Giorgio. Per Milton, logorato dal dubbio, si ferma tutto: la lotta partigiana, gli ideali, le amicizie. Ossessionato dalla gelosia, vuole scoprire la verità. E corre attraverso le nebbie delle Langhe per trovare Giorgio, ma Giorgio è stato catturato dai fascisti. L'unica speranza è trovare un prigioniero fascista da scambiare con l'amico, prima che questi venga fucilato...

Dalla critica

  • Corriere della Sera

    Per una volta i due fratelli italiani si sono divisi i compiti (la regia è solo di Paolo, per i postumi di un incidente che ha tenuto Vittorio lontano dal set) ma il film è totalmente di entrambi, coerentissimo con un percorso che ha sempre chiesto al cinema di farsi strumento di riflessione e di discussione, di confronto con la Storia e con il Presente. Anche a costo di apparire fuori moda. Fedele al romanzo di Fenoglio (...). Non è la prima volta che i Taviani scavano dentro le incoerenze dell'impegno, l'irrazionalità di azioni che dovrebbero essere mosse solo dalla ragione, ma qui lo fanno dal punto di vista esistenziale più che da quello ideologico. La rabbia del partigiano Milton prende forza dalla gelosia dello spasimante Milton, quasi se ne nutre, per restituire una complessità di motivazioni che non può non rimandare alla confusione dei giorni nostri. E i due fratelli lo raccontano come hanno sempre fatto, evitando le facili allusioni e i moralismi, con uno stile che può sembrare fin troppo «pacato» rispetto alle imperanti mode sincopate, dove ogni immagine trova un senso grazie al legame con il tutto e mai per la pura voglia di stupire, scegliendo una recitazione classicamente mimetica e una fotografia (di Simone Zampagni) dai toni compressi, mai eclatanti, come a restituire la «bruttezza» (morale prima che estetica) di quegli anni bui. Privilegiando così la coerenza con la propria storia che l'adesione agli imperativi di una presunta modernità.

  • La Repubblica

    Paolo e Vittorio Taviani (...) hanno davvero conosciuto, da adolescenti, l'epoca del film (che hanno tra l'altro raccontato in 'La notte di San Lorenzo'). Ma qui sembrano piuttosto tentare una sorta di riattualizzazione metaforica e metastorica, provando a far incarnare a un gruppo di giovani d'oggi, come in trance, lo spirito di quell'epoca. L'esperimento riesce solo in minima parte, anche a causa delle evidenti carenze di gran parte del cast, sintomo forse di un'incertezza più generale di tono: tra realismo e astrazione, tra distanza saggistica ed elegia, tra dialoghi letterari riproposti tali e quali, e gusto del paesaggio che conduce verso la fiaba. Rimangono certe atmosfere sospese, i momenti in cui si avvertono la paura, la nebbia, il freddo e la fatica; e rimangono pur sempre la presenza scenica e lo sguardo allucinato di Marinelli, che era in effetti l'unico attore italiano a poter interpretare la febbrile ossessione di Milton.

  • Il Manifesto

    Immerso in un universo di nebbia per rendere più concreta la lontananza è l'inizio di 'Una questione privata' dei fratelli Taviani. Si tratta, visto oggi, della lontananza degli anni, il 1943 della guerra partigiana, del ricordo dei tanti protagonisti di quell'epoca ormai scomparsi o colpiti nel pieno della gioventù, dell'occultamento sempre più evidente della Liberazione come momento fondativo del paese. I fratelli Taviani si ispirano al romanzo di Beppe Fenoglio pubblicato postumo nel '63 quando già l'argomento sembrava esaurito (il titolo lo mise Calvino colto da una frase) come a ribadire la loro militanza e lo fanno con uno stile che incanta, come a sfogliare quelle pagine già quasi pronte a fornire una sceneggiatura, ripescare le parole a volte un po' attempate che diventano movimenti di macchina. E con Roberto Perpignani che inventa la strategia di un montaggio che non ti lascia abbandonare i sentieri delle valli, coautore strepitoso per affinità elettiva. (...) Le scene si susseguono come pagine sfogliate, con il tempo giusto della lettura e dei particolari che restano impressi nella memoria (...), con scene struggenti che portano il marchio dei registi (...).

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